Una scelta di poesie scritte in un arco di tempo molto lungo.
Dal 1971 al 2025
La scrittura come luogo di incontro
Scrivere, per me, non è mai stato un esercizio formale né
un gesto letterario fine a se stesso.
È stato, fin dall’inizio, un modo di stare nel mondo:
scrivere, come respirare, può essere un atto consapevole, o
automatico.
La scrittura è nata come azione spontanea, per emergere
pian piano nella consapevolezza, fino a diventare una
scelta precisa, controcorrente: restare fedele all’esperienza
nuda del vivere, anche quando è fragile, contraddittoria,
imperfetta.
Parole non alla ricerca di effetti speciali. Ma
aderenti e appoggiate alle cose comuni, come volessero
interrogare ciò che resta invisibile: il mistero dell’essere,
del essere qui.
Attraverso poesia e narrazione, lungo decenni di lavoro,
ho cercato un linguaggio essenziale, talvolta ironico,
talvolta disarmato, che non pretendesse di spiegare il
mondo, ma di stargli accanto più onestamente
possibile. Nei miei testi convivono il quotidiano e l’etico,
la memoria personale e lo sguardo collettivo, l’intimità e la
storia, senza separare l’anima dal mondo.
Scrivere, per me, ha significato e significa espormi:
rinunciare alla retorica, accettare il dubbio, lasciare che la
parola diventi luogo di incontro. Non una risposta, ma una
soglia. Non una verità da trasmettere, ma una presenza da
condividere.
Queste poesie offrono, vogliono offrire uno spazio di
ascolto, in cui chi legge è invitato a sostare, a riconoscersi,
a interrogarsi.
Perché la scrittura, se è autentica, avvicina. Ma è una
vicinanza profondamente intima. Entrare in queste pagine
significa incontrare qualcosa — o qualcuno — che forse,
da sempre, ci stava aspettando.
Certe foglie ingialliscono
prima, sugli alberi
e nella vigna. Così l’autunno
giorno dopo giorno viene.
Quando l’inverno viene
viene anche il silenzio
nelle strade di campagna
dove cammino sotto la neve.
Anche la primavera viene.
Si sente il profumo
del biancospino bagnato
e delle foglie fresche.
E migliora il tempo
se migliora il cuore.
In estate è così chiaro il giorno
e le nuvole aperte volano
lontano.
Oggi è così bello il giorno.
I pini profumano intensamente
e posso vedere il mare.
Il mare accoglie ogni fiume
e i gabbiani volano così vicino
all’acqua.
Una luna gentile tenta
un sorriso alla malinconia
che spinge il sole
contro le pareti dell’inverno.
Gli alberi si specchiano
nelle nuvole che tengono il cielo
nella penombra dei sogni.
Nuvole di sogni e foglie
segnano i contorni al viso umano
della terra.
Com’è bella la luna,
così piena di luce
e infinito silenzio.
Tutto è pace.
L’ululato di un cane
emerge dalla valle
come bolle d’aria dalla
profondità del mare.
Com’è lontana la nostalgia.
Un volo di rondini, uno spazio
vuoto tra una piccola brezza
e il profumo della primavera.
Com’ è lontana la primavera
quanti volti sospesi, quanti sorrisi.
Non ho abbastanza mani
per abbracciarvi tutti.
Solo una piccola stretta al cuore
poi tutto si allontana.
Un soffio di vento che mi lascia
nudo e solo. Sei ancora
tu che mi manchi,
il tuo mistero infinito
come la mia anima.