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Un viaggio nel futuro o dentro noi stessi?

 

 

E se il futuro non fosse dominato dalle macchine, ma da esseri umani finalmente diventati più saggi?

Martin è un giovane giornalista inquieto. Dopo aver conosciuto da vicino l’orrore della guerra, si ritrova improvvisamente catapultato in un mondo che sembra impossibile: l’anno 2398.

Lì non esistono più denaro, guerre, povertà, inquinamento o competizione esasperata.

Le persone collaborano anziché combattersi.

La conoscenza conta più del potere.

La spiritualità non divide più gli uomini, ma li unisce.

La tecnologia è al servizio della vita, non del profitto.

Ma questo non è il paradiso.

È semplicemente il risultato di un’umanità che ha imparato, lentamente, a crescere.

Attraverso gli occhi di Martin, il lettore scoprirà una società profondamente diversa dalla nostra e sarà inevitabilmente portato a confrontarla con il presente.

Che cosa ci impedisce di vivere meglio?

Perché continuiamo a ripetere gli stessi errori?

Esiste davvero un’altra strada?

Il mondo che verrà è un romanzo che intreccia narrativa, filosofia, scienza, psicologia e riflessione sociale.

Non vuole predire il futuro.

Vuole suggerire che il futuro dipende dalle scelte che facciamo oggi.

Perché ogni civiltà nasce prima come idea, poi come possibilità e infine come realtà.

Forse il mondo che verrà è già cominciato.

Dipende da noi.